l’intelligenza artificiale non è un sostituto dell’autore, possiamo però dire che può diventare un alleato di scrittura, se usato con metodo.

Possono le Ai generative di testo creare un domani romanzi bene se non meglio di come fanno gli autori? Forse sì, anzi sicuramente potranno. In fin dei conti, scrivere è un’insieme di regole codificate attraverso le quali si raccontano storie fatte di generi (anche loro ben codificati) dove esseri umani agiscono e interagiscono per uno scopo. Tutte cose, che istruendo bene un codice, possono essere replicate all’infinito creando infinite storie.

Ma dobbiamo temere tutto ciò?

Dato che a mio avviso non è possibile fermare il progresso, ci piaccia oppure no la direzione che prende, secondo me, il meglio che possiamo fare è sfruttare le Ai imparando a utilizzarle come valido strumento generativo (e non creativo) piuttosto che demonizzarle ed escluderle dalla nostra vita.

Partiamo quindi dal presupposto che l’intelligenza artificiale non dovrebbe mai diventare un sostituto dell’autore ma che l’autore può utilizzarla come alleato per aumentare il suo potenziale proprio come in passato, altre forme d’innovazione, hanno potenziato le possibilità degli autori. L’invenzione dei caratteri mobili, delle macchine da scrivere, dei fax, dei computer… tutti strumenti che hanno facilitato la vita di chi scrive, ottimizzando tempi e lavoro e le Ai generative non sono da meno, se intese in tal senso.

Il rischio, infatti, non è che l’IA scriva “troppo bene”, ma che si finisca per accettare le risposte che generano le Ai come definitive, rinunciando alla parte più viva e complessa del lavoro creativo: il dubbio, la riscrittura, la scelta delle parole.

Su questi aspetti andrebbe riflettuto molto perché un po’ tutti oggi fraintendono l’utilizzo delle Ai che non è gettarci dentro una domanda e accettare per buona la prima risposta, fare copia incolla e spedire via mail il tutto all’editore. Per parlare di editoria, ma tale esempio vale un po’ per tutto ciò che oggi in molti fanno con le Ai generative.

Le Ai, imprecise oggi e magari anche perfette domani, vanno invece viste come uno strumento con cui dialogare, un potenziamento simile al computer dell’astronave Entreprise di Star Trek che è abilissima a dare risposte immediate a complessi calcoli e analisi da fare “a mente” ma sempre sotto la guida dell’equipaggio che ne sfrutta le potenzialità e non viceversa, che fa una domanda e lascia poi decidere all’astronave.

Può sembrare un esempio paradossale, ma è così. Oggi le Ai sono considerate al pari di oracoli cui chiedere “salvezza” ma non sono quello, sono strumenti da sfruttare, da domare, di cui dubitare, da guidare, da piegare al proprio volere e gusto. Ci servono per velocizzare il lavoro, questo sì, ma non per farci sostituire.

Premesso questo, vediamo come uno scrittore può giocare con le Ai per sfruttarne la potenza di calcolo a suo vantaggio per scoprire strani nuovi mondi…

Ricordiamoci che il centro della questione non è come L’Ai può scrivere per voi, ma di come voi potete scrivere (meglio, si spera) attraverso l’uso dell’Ai. 

Precisato questo, ecco alcuni suggerimenti, ma sarebbero davvero tanti quelli che si possono fare, su come utilizzare l’Ai per trovare nuove idee, nuove prospettive, nuovi stimoli creativi per la scrittura.

  1. Non sai cosa scrivere? Brainstorming creativo!  
    Precisiamo, se non sai cosa scrivere, il tuo problema è molto più a monte del se e come utilizzare le Ai per farlo. Andando oltre, pensiamo a un lavoro su commissione, per il quale hai poco tempo e non hai idea di come risolvere questo problema. Partendo dal presupposto che tu abbia quanto meno un tema e una traccia da cui partire, una delle possibilità per cominciare, è quella di chiedere all’Ai di intrecciare due trame ben note. Facciamo ad esempio che hai bisogno di inventare un racconto comico, genere fantascientifico, per bambini. Perfetto, potresti chiedere quindi all’Ai di creare una trama che prenda spunto dal film Guida Galattica per Autostoppisti, mischiato al film Balle Spaziali. Potresti poi chiederle una scaletta degli eventi salienti della trama che ti propone, potresti poi chiedere di suddividere in capitoli la scaletta ed ecco che in pochi passaggi, hai ottenuto già qualcosa da cui cominciare! Lo stesso vale per qualsiasi genere, basta prendere due film o romanzi, attinenti a quello che si deve o vuole scrivere e cominciare a vedere “che ne esce” per poi lavorarci sopra. Ovvio che, se ci si ferma alla prima proposta dell’Ai e non si fa un lavoro creativo a seguito della proposta, andrebbe da chiedersi: è davvero lo scrittore o la scrittrice quello che desidero fare?
  2. Non sai come iniziare il tuo romanzo? Brainstorming creativo!  
    Descrivi l’idea del tuo libro e chiedigli all’Ai suggerimenti per la trama e spunti per l’ambientazione. Attenzione però, le prime risposte possono essere quelle più generiche e “copiate” dai titoli con i quali si addestrano le Ai. Devi essere quindi molto attento o attenta a descrivere la tua idea con dovizia di dettagli del tipo: “un romanzo fantasy d’avventura dove alcuni eroi si uniscono per combattere un cattivo molto potente” è generico come informazione, comune a praticamente tutto il genere. Meglio scrivere “un romanzo epic fantasy sullo stile dei romanzi di Conan il Barbaro, dove un gruppo di eroi tra loro molto diversi, devono affrontare un viaggio per sconfiggere un malefico cattivo dai poteri smisurati. Il romanzo ha dei risvolti Horror, splatter. Tra i personaggi c’è una donna, contesa tra due degli altri protagonisti e questo creerà problemi”. Anche in questo caso, le prime risposte possono essere le meno interessanti, aggiusta il tiro aggiungendo dettagli, modificando la tua richiesta.
  3. Dialoghi flosci?! Sfrutta l’Ai per ripensare quello che si dicono i personaggi!
    Talvolta capita che i personaggi iniziano a parlare tutti nel medesimo modo e stile, perché, di fondo, sono tutti noi e quindi possiamo provare a personalizzarli, chiedendo all’Ai di riscrivere i dialoghi di una scena (o meglio di riscrivere tutta la scena, dialoghi compresi) utilizzando un tono e uno stile differente. Ad esempio, potremmo chiedere di rendere la scena poetica, sdolcinata, cruda, minimalista, volgare, esasperata. Potremmo chiedere di utilizzare un lessico forbito, da strada, anni novanta, futuristico, aulico. Fatto questo gioco, possiamo analizzare tutte le versioni guardandole come variazioni sul tema e cercare di scoprire cosa di buono ci sia nelle proposte, per “andare un po’ più in la” con il detto e non detto, la trama e la forma. A volte è proprio da un errore, un eccesso o un cliché che l’Ai (decisamente imperfetta oggi) può nasce una nuova intuizione narrativa, un’idea per un vostro personaggio e per la trama, cui fin ora non avevate pensato.
  4. La Trama o la Prosa non ti convince? Stressa l’Ai… per non stressarti tu!
    L’Ai è tanto più utile quanto più la guidi verso mondi inesplorati e quanto più ci giochi. Per scoprire qualcosa di nuovo potresti chiederle di imprimere il concetto di “paura” in una scena, modificando raccontano e dialogo. Magari si tratta di una scena d’amore dove il concetto di “paura” è qualcosa da esprimere e non sei riuscita/o a farlo come vorresti. Potresti chiedere all’Ai di utilizzare quanti più sinonimi del termine “paura” nel dialogo tra gli amanti che si devono comportare “impauriti” mentre magari chiedi all’Ai una descrizione della scena cruda ed energica. Un esercizio di stile e d’indagine lasciato fare all’Ai per te, che potrebbe diventare materiale di riflessione per la riscrittura di una scena, troppo scontata nella sua versione originale che acquisisce sottotesto.

Alcuni consigli più tecnici di come sfruttare le potenzialità delle Ai

L’utilizzo delle Ai è un processo laborioso e lungo, non semplice e veloce come molti pensano erroneamente. Per tale motivo, a prescindere di cosa si vuole fare con le Ai generative, i seguenti consigli “procedurali” sono validi per l’ottenimento del miglior risultato possibile!

  1. Non saltare il tempo di “sedimentazione”
    Le Ai possono darci stimoli, suggerimenti, ma la vera creatività avviene nei momenti di riflessione. Dopo aver chiesto all’Ai di generato idee, trame e dialoghi, lascia passare almeno un giorno e torna al testo generato a mente fredda e chiediti: “Questa frase suona mia o suona come la sintesi di un algoritmo?”. Probabilmente la risposta sarà la seconda. In caso contrario, allora la vera domanda è “hai uno stile tuo che sia riconoscibile?” probabilmente no e probabilmente, dovresti cercare di lavorare per ottenerlo!
  2. Ricorda che il lettore vuole la tua esperienza, non la tua efficienza
    Un romanzo è un atto creativo nel quale imprimiamo sogni e desideri. Nessuno leggerà mai un romanzo privo di “spessore” umano. Si legge per condividere emozioni, contraddizioni, prospettive, cose che una Ai non potrà mai avere. L’Ai quindi può darti materiale, che devi trasformare attraverso la tua esperienza umana.

Ricorda, qualsiasi sia il motivo per il quale vuoi utilizzare le Ai per creare il tuo lavoro, devi tu dominare loro e sfruttarle a tuo vantaggio. Per farlo, non devi accontentarti delle prime risposte e devi sempre riflettere e rielaborare quanto proposto.

Sono un supporto, uno strumento al pari della penna, del computer e della stampante e per questo non potranno mai scrivere un romanzo per te,  ma ti possono aiutare a creare la migliore versione del romanzo che hai in mente!

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